di Marco Finco
La gestione integrata dei rifiuti urbani, finalizzata al contenimento alla fonte della produzione di rifiuto, al recupero di materia ed energia, alla diminuzione della quantità di rifiuto, specie organico, destinata allo smaltimento in discarica, è un obiettivo che ha tenuto impegnata la Regione Veneto negli ultimi anni e che può dirsi ormai raggiunto e consolidato, grazie agli sforzi normativi, gestionali, informativi e a un contesto impiantistico adeguato e flessibile nei confronti dei mutamenti del flusso dei rifiuti.
Significativo esempio della situazione di eccellenza del Veneto a livello nazionale, è il recupero della frazione organica, che si sta sviluppando sia nella direzione della produzione di compost, che in quella del recupero di energia mediante digestione anaerobica per la produzione di biogas da utilizzare efficacemente per la generazione di energia elettrica.
Accanto all'organico sono mediamente raccolte nel Veneto 129 kg / abitante x anno di frazioni secche recuperabili (carta, vetro plastica, legno e metalli).
Va segnalato che il riciclaggio delle frazioni secche recuperabili, oltre a un risparmio di materie prime, consente un risparmio energetico, che nel caso dell'alluminio è pari al 95%, al 68% per il vetro e al 50% per l'industria della plastica.
La carta e il cartone recuperati sono avviati a impianti di selezione per la pulitura da materiali non conformi e successivamente riciclati nelle otto cartiere presenti in Veneto.
Il vetro raccolto viene tutto selezionato in tre grossi impianti e trasformato in vetro "pronto al forno" utilizzato da due vetrerie presenti nel territorio regionale che detengono il primato di produzione di bottiglie a livello europeo.
La plastica rappresenta il materiale più pregiato ed estremamente richiesto da alcuni settori dell'industria del riciclo. Nel territorio regionale accanto a realtà produttive di piccole dimensioni sono presenti due industrie tra le più importanti a livello nazionale impegnate nella produzione di fibre e di granuli da plastica riciclata, con una potenzialità ampiamente al di sopra del quantitativo prodotto all'interno della Regione.
Solamente metalli e legno, che rappresentano l'1% dei quantitativi totali raccolti in maniera differenziata, escono dall'ambito regionale venendo trattati in Lombardia ed Emilia Romagna dove sono presenti i principali impianti.
Complessivamente l'industria del recupero e riciclo nel Veneto rappresenta una realtà economica diffusa e ormai consolidata. La lavorazione a vari livelli di tutte queste frazioni si avvale di una rete impiantistica di oltre 1500 unità (tra impianti di selezione, cartiere, riciclatori della plastica, vetrerie) e consente di ottenere nuove materie prime di fondamentale importanza.
Un esempio lampante dell'efficacia e dell'utilità del riciclaggio viene dal vetro:
da 100 kg di rottame di vetro si ricavano 100 kg di prodotto nuovo, mentre occorrono 120 kg di materie prime vergini per avere 100 kg di prodotto nuovo.
Utilizzando vetro riciclato si risparmia il 2,5% di combustione per ogni 10% di rottame usato. Un impiego dell'80% di frammenti vetrosi porta quindi a un'economia energetica del 20%.
Le minori temperature di fusione del rottame vitreo implicano la riduzione del volume di fumi di combustione, il contenimento dei consumi industriali, la riduzione dei costi di smaltimento e, sul piano ambientale, il risparmio energetico e la riduzione dell'emissione di gas serra.
L'efficienza del recupero è comunque strettamente correlata alla qualità delle raccolte differenziate in quanto la selezione manuale effettuata a monte è determinante per il contenimento degli scarti prodotti dall'industria del riciclo. In proposito lo sviluppo di sistemi di raccolta porta a porta ha contribuito al miglioramento non solo delle quantità dei rifiuti recuperabili ma soprattutto della loro qualità, migliorando a cascata l'efficacia anche economica del recupero.
L'industria del recupero nel Veneto rappresenta un settore attivo e vitale, che presenta professionalità e capacità impiantistiche, a volte, per talune tipologie di rifiuti, non pienamente utilizzate. Partendo da questi presupposti, è possibile un ulteriore miglioramento in termini di prestazioni e risultati, con un aumento dei quantitativi riciclati e la riduzione degli scarti dal trattamento. Risultano però necessari interventi volti a fornire chiarezza e garantire sostenibilità all'intero settore, migliorando gli approvvigionamenti all'industria regionale del riciclo e incentivando il recupero energetico degli scarti dal trattamento.
La realizzazione di nuovi inceneritori deve essere pensata per quella frazione di rifiuti combustibili non valorizzabili in altro modo. Attenzione particolare va posta nella realizzazione di società miste pubbliche private per evitare spinte di interesse alla termovalorizzazione di rifiuti industriali (non più urbani). A tutt'oggi il sopra-vaglio dei rifiuti urbani in Regione Veneto non trova completo ri-utilizzo. Solo una parte del CDR (combustibile derivato da rifiuti) prodotto (60-70%) viene effettivamente avviato a impianti di incenerimento (e non tutto in impianti regionali), mentre la rimanente percentuale viene avviata in discarica. La destinazione di rifiuti non riciclabili verso discarica o incenerimento va valutata in termini di impatto ambientale complessivo.
Con i rifiuti industriali si tocca il tasto dolente della qualità scadente dei processi produttivi veneti che consumano molta energia e producono molti rifiuti. Infatti da dati Unindustria solo il 46% dei rifiuti industriali prodotti è riciclato e solo 453 aziende, sulle decine di migliaia esistenti, sono certificate nel Veneto con le certificazioni ambientali ISO14001 o EMAS, certificazioni che controllano e riducono l'inquinamento e gli sprechi di energia e materia. Con la strategia dell'incenerimento non programmato si invita di fatto l'industria a produrre più rifiuti e a essere più competitiva solo grazie al dumping economico ed ambientale. È quindi essenziale ottenere l'obiettivo "Rifiuti Zero" migliorando la qualità dei processi industriali del territorio. Da un punto di vista ambientale sull'emissione di gas serra, come si evince da documenti della Comunità Europea, va segnalato che l'impatto del riciclo dei rifiuti è nettamente inferiore rispetto alle altre tecniche. In particolare i chili di anidride carbonica risparmiati per ogni tonnellata di rifiuti trattati sono: -461 kg con il riciclaggio e compostaggio, -366 kg con il trattamento meccanico biologico e segregazione in discarica, -10 kg con l'incenerimento con produzione di elettricità. L'incenerimento quindi va promosso solo dove necessario, anche alla luce di tali bilanci ambientali.
Gli impianti di captazione e cogenerazione del biogas presenti in discarica in Regione Veneto consentono, grazie all'ingresso di materiale organico, una produzione media annua di circa 60.000 - 70.000 MWh di energia elettrica, in parte ceduta alla rete pubblica. Tale recupero economico non deve al contempo limitare l'implementazione di sistemi più virtuosi di valorizzazione della frazione organica grazie alla raccolta differenziata della frazione umida, alla digestione anaerobica (biogas ed energia) e alla produzione di compost di qualità: in tal modo dal rifiuto organico, oltre a una maggiore produzione di energia, è possibile produrre un ammendante organico per utilizzo agricolo (con importanti proprietà strutturanti per il terreno) evitando completamente l'utilizzo della discarica, destinata sempre più in futuro all'accumulo di materiale non riciclabile o impiegabile energeticamente, in accordo alle direttive europee in materia.
PRINCIPALI FONTI NORMATIVE DI RIFERIMENTO IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI NELLA REGIONE VENETO
Possono è essere così riassunti:
• Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico materia ambientale)
• Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (correttivo al T.U.)
• Legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 e s.m. ed i.
• Delibere di Giunta Regionale
• Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani
• Documento Programmazione Economico Finanziaria
Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani
• In linea con la vigente normativa (Direttiva 2008/98/CE) si occupa di gestione e non smaltimento di rifiuti.
• Ridisegna il territorio regionale individuando ATO unici coincidenti con le Province (tranne Verona ove se ne prevedono 3).
• Individua il fabbisogno impiantistico, a esclusione dei termovalorizzatori, in recepimento ai contenuti dei Piani provinciali di gestione dei rifiuti.
• Prevede la realizzazione di tre nuovi termovalorizzatori nella regione.
• Individua un obiettivo di RD media regionale pari al 50%.
• Individua per il 2010 un uso della discarica limitato ai soli residui da processi di recupero (Uso Discarica = 0) vedere tabella di seguito:

DOCUMENTO PROGRAMMAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA DELLA REGIONE VENETO
• Tutelare il territorio con azioni di indirizzo e coordinamento delle attività di gestione dei rifiuti prodotti in Veneto. Tale obiettivo si prevede possa essere raggiunto attraverso la promozione di corrette forme di gestione dei rifiuti. In tale ambito rientrano le azioni di sensibilizzazione e di incentivazione al recupero e riuso dei prodotti giunti a fine vita, operata a tutti i livelli della società.
• Incentivare la ricerca e lo sviluppo di tecnologie pulite che permettano l'immissione sul mercato di prodotti con minor nocività e produzione di scarti. Tale obiettivo si auspica possa essere raggiunto con un "coinvolgimento attivo di tutti i soggetti della filiera" che, nel rispetto dei vari ruoli, impegni da una parte l'Amministrazione Regionale e dall'altra i soggetti privati coinvolti nella produzione dei beni, nonché - laddove possibile - anche le Università (Ricerca e Sviluppo di nuove tecnologie pulite).
• Individuare iniziative dirette a garantire una minor produzione e nocività dei rifiuti nonché incentivare il recupero, sia sottoforma di materia che di energia, dei rifiuti. La politica ambientale della Regione Veneto nell'ambito della gestione dei rifiuti riguarda essenzialmente l'individuazione di strumenti (amministrativi, fiscali...) che garantiscano una minor produzione di rifiuti, sia in termini quantitativi che di pericolosità, nonché l'incentivazione del recupero, sia sottoforma di materia che di energia, dai rifiuti.
• Promuovere la formazione e l'informazione in materia ambientale. Operativamente tale azione viene esercitata direttamente o attraverso il concorso di soggetti terzi, che organizzano e gestiscono campagne e corsi di formazione. Queste iniziative hanno, tra l'altro, contribuito a garantire al Veneto il primato nazionale nell'ambito del raggiungimento delle più alte performance di differenziazione dei rifiuti.
• Garantire alti livelli di riuso, riciclo e recupero di materiale nonché di energia dai rifiuti. Tale attività viene svolta mediante l'espletamento delle funzioni di indirizzo e coordinamento assegnate e attraverso l'adozione di iniziative di carattere finanziario ed economico che, da un lato, favoriscono la realizzazione di strutture capaci di ricevere particolari tipologie di rifiuti e, dall'altro, premiano coloro che si sono impegnati con ottimi risultati nel campo della differenziazione.
• Incentivare la ricerca di forme di sfruttamento di fonti energetiche alternative a quelle non rinnovabili. Oggigiorno, la tematica della valorizzazione delle energie pulite, ottenute dallo sfruttamento di fonti alternative a quelle non rinnovabili, risulta essere di grande attualità. È assodato che l'attuale richiesta energetica può trovare risposta sia nello sfruttamento di materie combustibili vegetali coltivate a tal fine sia nella termovalorizzazione di materiali che, qualora non reimpiegati come materia prima, vengono combusti in luogo di altre risorse naturali esauribili come ad esempio il carbone fossile (per non parlare dei possibili sviluppi dell'energia atomica). La Regione Veneto intende attivarsi in maniera fattiva promuovendo la Ricerca e lo Sviluppo tecnologico. Lo sviluppo tecnologico della termovalorizzazione deve favorire l'eliminazione del ricorso alla discarica (rifiuto zero), producendo energia elettrica e termica, garantendo i massimi standard possibili in termini di impatto ambientale. Tale strategia ambientale trova integrazione nel Piano Strutturale avviato dalla Regione Veneto per quanto riguarda la lotta all'inquinamento atmosferico: tale piano che prevede tre interventi strategici, rivolti ai trasporti, all'industria e agli impianti di riscaldamento, dando a tutti un indirizzo chiaro per l'utilizzo di fonti alternative di energia, come appunto l'utilizzo dei rifiuti.
• Disincentivare fenomeni di illegalità nella gestione dei rifiuti mediante azioni di controllo e di rilevamento sul territorio. Senza volersi sostituire a quanto fatto dagli organi di polizia in materia di tutela ambientale del territorio, la Regione Veneto intende offrire la massima collaborazione alle forze dell'ordine nelle azioni di controllo e rilevamento dei fenomeni di illegale gestione dei rifiuti. Questo è un obiettivo già perseguito in passato dall'Amministrazione Veneta, che ha dato buoni risultati e garantito un buon livello di tutela ambientale a tutto il territorio della regione.
Documentazione di approfondimento è disponibile nella rubrica R&S


