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    Rivista mensile in rete - SETTEMBRE 2010

Home Lavoro ed economia Giugno 2010 Nuove opportunità dal "linguaggio di rete"

Nuove opportunità dal "linguaggio di rete"

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di Marco Pastorello

Ormai "se non ne fai parte, sei out". Mi riferisco ai social network. Ci sono persone di ogni età che si iscrivono a Facebook, piuttosto che a Myspace o a Twitter per poter restare al passo con i tempi. I pareri in merito lasciano spazio alla soggettività esperienziale e comunque noi, in questo caso, non abbiamo l'obiettivo di aggiungere anche il nostro. L'occasione invece è quella di cogliere l'utilità professionale anche fra gli ultimi "ritrovati" della strumentazione "internettiana". Di cosa stiamo parlando? Forse, nella quotidianità del tempo libero, non è molto conosciuto in Italia, e, volendo lanciare una provocazione, provo a domandarvi: esiste un social network che aiuta a capire la reputazione delle persone e ad allargare la cerchia di conoscenze?

Con questa domanda, a quanti è venuto in mente Linkedin?

 

Sì, si chiama Linkedin, lo potete trovare on line, ha una recentissima versione anche in italiano e si tratta di un portale specializzato nello sviluppare contatti professionali tra utenti.

Volete un po' di numeri? Solo in Italia sono 1 milione gli iscritti. Nel mondo arrivano a 65 milioni.

Ma cosa ci trovano di attraente così tante persone da iscriversi a un social network come questo?

Sarà il successo classico dei social network.

In realtà, per i talent scout è una miniera, è una rete per i contatti professionali sia globali che locali, è una sorta di "bacheca per gli annunci di lavoro". Infatti gli iscritti vi inseriscono il proprio curriculum, a partire dal percorso di studi, rintracciabile, a scelta, solo dalla propria rete sociale online o da tutta internet, attraverso i motori di ricerca. È una banca dati ricca di capitale umano e, per chi vuole cambiare lavoro, diventa una vera e propria vetrina per gli annunci. Addirittura ci sono aziende, soprattutto le multinazionali, che usano Linkedin per pubblicare le loro ricerche del momento.

In base ai dati recentemente diffusi da Linkedin, le donne manager italiane battono le colleghe europee in tema di networking professionale: in Italia le professioniste connesse a LinkedIn rappresentano il 36% degli utenti totali della community, contro il 35% della Spagna, il 34% della Francia, il 32% dell'Inghilterra, il 31% dei Paesi Bassi e il 29% della Germania. La percentuale di donne registrate a Linkedin è infatti relativamente elevata. Il networking professionale online supera le tradizionali barriere nelle quali le professioniste rischiano di imbattersi sul lavoro e gli stereotipi che accompagnano la figura femminile in ufficio. Sempre più persone si stanno accorgendo che possono facilmente connettersi a professionisti, che già conoscono, nello stesso momento, tutto online. Fra le funzionalità più gettonate di Linkedin figurano i gruppi di discussione specifici, come quelli dedicati alle donne impegnate nella propria crescita professionale o quelli dedicati a fornire consigli e idee per il proprio business. Ma si tratta comunque di uno strumento che lascia la libertà al suo utilizzatore di farne un uso professionale o meno.

Abbiamo provato a chiedere la propria esperienza a chi conosce da qualche anno questo portale.

 

Maristella Prando, HR manager di Uniflair (società specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di condizionatori di precisione, sistemi di refrigerazione e pavimenti sopraelevati) fa parte di Linkedin da 3 anni.

Perché accettò di entrare a farne parte?

«Ho ricevuto l'invito da un collega della mia stessa azienda, quando ancora lavoravo nel settore del design. Ho accettato l'invito con molta diffidenza. Non ho una buona considerazione dei social network, soprattutto quando se ne abusa nell'utilizzo. Ho comunque accettato l'invito anche se non conoscevo lo strumento. Mi dava l'impressione di una perdita di tempo, soprattutto perché il tempo dedicato era quello professionale. Così inizialmente, con diffidenza, ho caricato sul portale alcuni dati del mio curriculum professionale».

Quale utilità ha scoperto in Linkedin?

«La mia diffidenza ha cominciato a sciogliersi quando, cambiando azienda, gli inviti provenivano da colleghi di aziende diverse dalla mia attuale. Infatti, se non si selezionano i contatti, si rischia di utilizzare Linkedin come qualsiasi altro social network. Nel mio ambito professionale l'utilità del portale deriva dalla capacità di creare contatti professionali. Aiuta infatti a uscire dai contatti classici. Potrei definirlo un buono strumento di ricerca e selezione "integrata". Non solo quindi attraverso la ricezione di curriculum, non solo attraverso i contatti con le società di selezione, ma anche con i contatti in Linkedin».

Lo considera un passaparola professionale?

«Direi piuttosto che offre alle persone che si iscrivono di essere, a seconda del loro ruolo, sia venditori della propria professionalità che cacciatori di professionalità ricercate dalle aziende».

È usato anche come vetrina per farsi conoscere o avere "nuovi amici". Anche per lei è così?

«Beh non proprio. Come dicevo prima, è utile più professionalmente... Il resto mi sembra solo una perdita di tempo».

Secondo lei, a cosa è dovuta la forte presenza di donne manager fra gli iscritti al portale?

«Da un punto di vista sociale, le donne sono molto attente alla cura delle relazioni e sono consapevoli che ampliare le conoscenze vuol dire ampliare le potenzialità di ricerca di lavoro e/o di competenze professionali necessarie alle aziende per le quali lavorano».

È uno strumento che consiglia?

«Diciamo che Linkedin consente a ognuno di utilizzarlo con un proprio obiettivo e che l'utilità spetta al singolo trovarla».

 

Il linguaggio della rete ha uno stile comunicativo che richiede una conoscenza sufficiente per non subirne passivamente le conseguenze. In un ambiente socio-economico come quello attuale, anche il linguaggio della rete offre le sue opportunità. Anche un social network può diventare una di quelle novità utili nel mondo del lavoro.

 

 

DocumentazioneDocumentazione di approfondimento è disponibile nella rubrica R&S

 

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Amleto Sartorato
"Black woman"
© Amleto Sartorato
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