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    Rivista mensile in rete - SETTEMBRE 2010

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Aprile 2009
Metti una sentinella che annunzi quanto vede Stampa E-mail
Per il bene comune

di don Marco Cagol

Bene comuneDopo un lungo tempo di gestazione e di programmazione, nasce oggi “Tonioloricerca”. Un modo nuovo per il Centro Toniolo della Diocesi di Padova, di proporsi all’esterno, e di ritornare nello stesso tempo ad essere spazio aperto di riflessione, confronto, testimonianza, documentazione… “ricerca” appunto.
In questa scommessa c’è tutta la tradizione e la storia del Centro Toniolo; e anche della Pastorale sociale della Diocesi di Padova, e ci sono anche le sfide che queste realtà oggi sono chiamate a raccogliere, in termini culturali e sociali. E in questa scommessa c’è anche la tenacia di alcuni amici, che credono nell’importanza di essere “sentinelle” che scrutano in avanti, e hanno il coraggio di non fermarsi alle piccole “beghe” quotidiane che spesso riempiono le pagine elettroniche e cartacee del grande universo della comunicazione. È una scommessa, sia in termini di mezzi, sia in termini di destinatari, sia in termini di contenuto.

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Il luogo dell’identità Stampa E-mail
Persona e famiglia

di Franca Fattore

persona e famigliaLe decorative insegne brunite che attirano l’attenzione dei passanti del centro storico di Padova con lo scopo di valorizzare il Borgo Altinate, i suoi portici e le sue botteghe evocando nostalgici fasti del passato, mi fanno venire in mente ogni volta quelle pompose rievocazioni storiche che, dall’inizio della primavera all’autunno inoltrato, da qualche anno proliferano copiosamente sul territorio veneto, e un po’ dovunque. Sono assai numerose le domeniche paesane allietate da sfilate medievali, sagre con palii e serate danzanti di feste cortesi organizzate per recuperare e rivalutare antichi, e talvolta alquanto improbabili, usi e costumi locali di borghi e paesi. Il diffuso consenso e la rapida estensione di questi eventi non possono essere giustificati soltanto da esigenze di tipo economico e commerciale, che sono tuttavia palesemente presenti, ma sembrano dettati piuttosto da una nuova esigenza di ricerca delle proprie identità culturali e storiche che in un passato ancora recente non emergeva con tanta necessità, quasi un’urgenza di ritrovare storia e memoria di quello che si è stati. Questo aspetto deriva in parte da un’erosione dei valori di riferimento e in parte dal confronto con usanze e stili forestieri, determinati entrambi in buona misura dall’estensiva modernizzazione produttiva.

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Carta di Torino e qualità dello sviluppo Stampa E-mail
Capitale sociale

di Mario Zanazzi

Capitale Sociale“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie.
Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca.
C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus.”
(Matrix, 1999)

C’è di che impressionarsi. Le suggestioni del cinema a volte offrono spunti tutt’altro che distanti dal quotidiano, e nonostante la loro sintetica brutalità, finta, inducono a riflessioni, vere, di grande concretezza e straordinariamente vicine alla realtà. Sulla questione del declino, della sopravvivenza fisica del genere umano, che ora si sta facendo sempre meno teorica, dibattono con preoccupazione scienziati e studiosi, economisti, antropologi, politici.

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Verso lo sviluppo sostenibile Stampa E-mail
Qualità dello sviluppo

di Edoardo Tobaldo

Qualita dello sviluppoIl programma regionale di sviluppo del Veneto illustra e determina strategie e strumenti per uno sviluppo sostenibile. La sostenibilità è, infatti, la parola d’ordine con cui viene aperta l’illustrazione di tale capitolo: sembra chiaro che l’intervento pubblico deve essere determinante nel salvaguardare uno sfruttamento razionale delle risorse naturali, in modo particolare quelle non rinnovabili. Un limite dell’approccio tradizionale alla tematica ambientale sembra essere stato quello di volere intervenire solamente in ambito strettamente settoriale (es. per le risorse idriche, o per i rifiuti), trascurando quella visione d’insieme che la parola stessa ambiente determina: questo è già un primo passo per cambiare l’ottica di intervento.

Dal punto di vista delle emissioni in atmosfera, un’importante osservazione sembra derivare dal fatto che l’origine dell’inquinamento si sta spostando dalle attività industriali alla componente del traffico: questa considerazione diventa determinante perché, se da un lato la matrice di inquinamento industriale potrebbe dirsi “congelata” (forse il termine più corretto potrebbe essere definita) in sistemi produttivi che ne permettono una chiara determinazione o predeterminazione (nel caso di nuove attività), grazie alla diffusione di sistemi di abbattimento che rispondono al criterio delle BAT (migliori tecniche disponibili) e che consentono di ottenere determinati standard di emissioni a camino, dall’altro lato dichiara la sfida aperta ai sistemi di contenimento dell’inquinamento da traffico, che riguardano azioni di ben più difficile applicazione (es. miglioramento di sistemi di combustione, misure di regolamentazione del traffico), e di non sempre logica e/o univoca utilità.

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Il segno di Rut Stampa E-mail
Cittadinanza e Welfare

di Giovanni Rampi

CittadinanzaNell’anno 60 dell’era cristiana Saul, un ebreo osservante nativo della Cilicia, l’attuale Anatolia, si trovava detenuto nel carcere romano di Cesarea in attesa di giudizio, accusato di reati contro la fede dai suoi stessi correligionari. Convocato dal procuratore Porcio Festo, si era dichiarato cittadino romano e si era avvalso del diritto di appellarsi direttamente all’imperatore. Espletata l’istruttoria fu imbarcato, senza indugi e sotto scorta, su una nave diretta a Roma.
La cronaca ci parla di una cittadinanza quale istituto giuridico che garantiva una condizione di privilegio rispetto agli altri cittadini/abitanti, ed erano la maggior parte, che popolavano il più vasto impero di allora. Cittadinanza che conferiva diritti validi sull’intero territorio dell’impero, pur comportando l’osservanza di precisi doveri, e che comprendeva un duplice aspetto, presupponeva una società plurale, priva di preclusioni etniche o religiose, mentre rivelava l’esistenza di una classe dotata di una identità diversa dai cittadini comuni in una società caratterizzata dalla diversità tra cittadini definiti tutti comunque liberi.
La storia ha proseguito la sua incessante corsa consegnandoci la vasta comunità di oggi dove convivono varie cittadinanze, tutte dotate di proprie identità provenienti da esperienze ed epoche diverse.

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Speranza nell’economia e l’Economia della Speranza: riflessioni Stampa E-mail
Lavoro ed economia

di Carlo Zaramella

Lavoro ed economiaCorrevano gli anni a cavallo tra il 1950 ed il 1960 e nel mondo si parlava di “Società del Benessere”. Era il periodo del confronto tra blocchi contrapposti, che si fronteggiavano contestandosi a vicenda nella reciproca accettazione; il mondo diviso in due, est contro ovest, sistema marxista-comunista contro blocco democratico-liberista. Il boom era iniziato nel secondo dopoguerra ed aveva visto gli Stati Uniti d’America fare da locomotiva alla ripresa economica mondiale. Davvero era diffusa la convinzione che lo sviluppo economico e l’aumento del benessere fossero condizione normale delle società industriali (vd. G. Sabbatucci V. Vidotto, “Il mondo contemporaneo dal 1848 a oggi”, pag. 51 e sgg., Laterza 2007.)
Ben presto questa convinzione avrebbe dovuto lasciare spazio ad un’amara realistica considerazione ed oggi, sul finire di questo lungo 2008, quasi alla vigilia dell’anno nuovo e a solo mezzo secolo di distanza da quella che sembra una vera e propria età felice, purtroppo sappiamo, o forse sarebbe giusto dire abbiamo un’ulteriore prova del fatto che non è tutto oro quello che luccica. La crisi economica che sta attanagliando il mondo intero impone gravi, profonde e sincere riflessioni su termini chiave come, ad esempio, “sviluppo”, “benessere”, “giustizia”.

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La governance ritrovata Stampa E-mail
Governance

di Gianni Saonara

GovernanceLa legge regionale 5 del marzo 2007 pone una rilevante attenzione agli strumenti di “governance” che il Veneto intende sostenere per ripensare il proprio cammino di sviluppo. Leggiamo nel testo :

“La Regione intende valorizzare :

  • gli strumenti per l'attuazione delle politiche di coesione comunitaria, che hanno in potenza la capacità di apportare un valore aggiunto rispetto alle singole politiche nazionali e regionali, non solo perché realizzano un principio di solidarietà tra Regioni di Paesi diversi, ma anche perché possono consentire un coordinamento fra diverse strategie nazionali, una contaminazione e diffusione di metodi e una cogenza maggiore alle politiche di ogni singolo Paese. La politica regionale di coesione comunitaria, dunque, dovrà essere mirata ad accrescere la competitività dei territori, a migliorarne l'accessibilità e la qualità della vita e a ridurre la sottoutilizzazione delle risorse;

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una foto per pensare...

Amleto Sartorato
"Black woman"
© Amleto Sartorato
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