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    Rivista mensile in rete - SETTEMBRE 2010

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Rifiuti e salvaguardia del creato: scelte e comportamenti virtuosi del Terzo Veneto Stampa E-mail

di Marco Finco

«La tutela dell'ambiente costituisce una sfida per l'umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo» (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 466)

«Le modalità con cui l'uomo tratta l'ambiente influiscono sulle modalità con cui l'uomo tratta sé stesso e viceversa» (Caritas in veritate, 51) 

«Rifiuti, droga e immigrazione clandestina sono oggi le principali "voci" di ricavo della criminalità organizzata internazionale, molto più delle vecchie forme di usura, pizzo ed estorsione. Quindi, i rifiuti occupano un posto d'eccezione nella gerarchia d'importanza delle problematiche globali. I rifiuti urbani e industriali, in particolare, occupano un posto chiave perché – date le dimensioni metriche in gioco – testimoniano spesso l'assenza di una minima coscienza nelle società industriali delle conseguenze che l'inquinamento ambientale sta provocando al presente e alle future generazioni». Ad affermarlo è Amedeo Levorato, coautore del Piano di Smaltimento Rifiuti della Provincia di Padova (1997-1998) e presidente dell'Ente di Bacino Padova 2.

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Lasciati soli Stampa E-mail

di Franca Fattore

Dalla lettera di una mamma veneziana a Il Gazzettino del 17 aprile 2010: «... saremo condannate a vita per espiare "la colpa" di aver dato vita a una creatura disabile?» .

Dalla denuncia di una mamma padovana durante la trasmissione Annozero del 22 aprile 2010: «Ai bambini autistici come mio figlio sono negati i diritti fondamentali alla salute, all'educazione e all'integrazione...».

Dalla conversazione di due sessantenni coniugi veneziani, a proposito del loro figlio disabile: «Ci siamo iscritti all'associazione "Dopo di noi" perché non sappiamo che ne sarà di nostro figlio quando non ci saremo più...».

Dalla riflessione di una insegnante veneta, sul prossimo anno scolastico: «Nel 2011 avremo una prima elementare con ventinove bambini, di cui uno certificato, senza più compresenze perché saranno utilizzate per le supplenze, e con un sostegno a tempo limitato».

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Speranza e responsabilità. L'impegno di ciascuno per il bene comune Stampa E-mail

di Andrea Padoan

L'Italia ha bisogno di riprendere a crescere, e non solo economicamente, ma sempre verso e secondo il bene comune. È questa una sfida molto impegnativa ed estremamente urgente, già richiamata dal presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, e poi ribadita dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani nel documento preparatorio all'appuntamento di Reggio Calabria (14-17 ottobre 2010) Cattolici nell'Italia di oggi. Un'agenda di speranza per il futuro del Paese. «Nella realtà del cattolicesimo italiano e più in generale nel tessuto vivo della nostra società – si legge nel testo – non mancano soggetti capaci di riconoscere che le sfide poste di fronte a noi "esigono da tutti gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dall'opzione politica di ciascuno, una cooperazione solidale e generosa all'edificazione del bene comune della nazione"».

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Nuove opportunità dal "linguaggio di rete" Stampa E-mail

di Marco Pastorello

Ormai "se non ne fai parte, sei out". Mi riferisco ai social network. Ci sono persone di ogni età che si iscrivono a Facebook, piuttosto che a Myspace o a Twitter per poter restare al passo con i tempi. I pareri in merito lasciano spazio alla soggettività esperienziale e comunque noi, in questo caso, non abbiamo l'obiettivo di aggiungere anche il nostro. L'occasione invece è quella di cogliere l'utilità professionale anche fra gli ultimi "ritrovati" della strumentazione "internettiana". Di cosa stiamo parlando? Forse, nella quotidianità del tempo libero, non è molto conosciuto in Italia, e, volendo lanciare una provocazione, provo a domandarvi: esiste un social network che aiuta a capire la reputazione delle persone e ad allargare la cerchia di conoscenze?

Con questa domanda, a quanti è venuto in mente Linkedin?

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Il Nordest e l'Unità d'Italia: una questione simbolica, quindi serissima Stampa E-mail

di Marco Almagisti

La miglior sociologia economica ci ha spiegato l'importanza delle società locali (la cosiddetta Terza Italia, ossia il Nordest e l'Italia centrale) nello sviluppo economico italiano degli ultimi trent'anni (1). La miglior letteratura può aiutarci a comprendere meglio il serbatoio di risorse culturali e simboliche contenuto nelle società locali, a volte non pienamente valorizzato dalle istituzioni politiche nazionali. Nei suoi libri Luigi Meneghello, uno dei più grandi letterati del Novecento italiano (scrittore veneto a lungo dispatriato in Inghilterra), evidenziando i proficui rapporti fra lingua italiana, dialetto maladense e lingua inglese, ha esplorato in modo originale i difficili rapporti tra centro e periferia, ricordando come spesso per molti italiani le esperienze culturali, esistenziali e politiche più significative avvengano nelle società locali.

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Inclusione ed esclusione: un welfare che guarda al domani Stampa E-mail

di Nereo Tiso

Il saggio diceva che negoziare, contrattare, vendere e comprare sono una particolarità di tutto ciò che ha a che fare con l'attività umana e che si è tradotto nel sistema semplicemente definito mercato. Chiaro che per negoziare è necessario avere qualcosa da negoziare e, naturalmente, qualcuno con cui negoziare, cioè disponibile ad avere delle relazioni interessate. Se non si hanno questi requisiti lo scambio non può avvenire e, naturalmente, non si può negoziare con se stessi pena la nullità del negotium.

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Marghera a Shangai. Le domande che ci appassionano Stampa E-mail

 di Mario Zanazzi

Better City, Better Life titola l'Expo 2010 a Shangai dal 1°maggio al 31 ottobre, la vetrina internazionale che quest'anno sceglie di affacciarsi sul più vasto e più movimentato mercato del mondo. È ancora la città lo snodo centrale delle questioni aperte sul futuro, sullo sviluppo, sul progetto globale. Un modello insediativo che consideriamo irrinunciabile, ma non è sempre stato così. Solo nell'800, meno di duecento anni fa, il 98% della popolazione mondiale viveva al di fuori dei centri urbani. Da allora lo sviluppo è stato inarrestabile, uno sprawl che continua tuttora: nel 2000 siamo giunti alla parità tra popolazione urbana ed extraurbana, entro il 2010 secondo le stime delle Nazioni Unite le città assorbiranno il 55% del totale della popolazione umana.

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una foto per pensare...

Amleto Sartorato
"Black woman"
© Amleto Sartorato
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